Il 28 marzo si è svolto il terzo appuntamento del laboratorio “Apprendisti Filosofi”, un incontro che ha visto alcuni studenti delle classi seconde e terze protagonisti di una riflessione profonda su uno dei pilastri della storia del pensiero: il celebre Mito della Caverna di Platone. Durante la lezione è stata ripercorsa la storia dei prigionieri che, chiusi nell’oscurità, scambiano le ombre proiettate sulla parete per l’unica realtà esistente, fino alla coraggiosa liberazione di uno di loro che scopre finalmente la luce del sole e la vera natura del mondo.
L’aspetto più significativo dell’incontro è stato il modo in cui i ragazzi hanno saputo trasportare questa antica allegoria nella loro quotidianità. Il dibattito si è acceso quando si è cercato di dare un nome alle “ombre” moderne, individuate con grande lucidità nei filtri dei social media, nella distorsione della realtà digitale e nella facilità con cui spesso si accettano notizie superficiali senza metterne in dubbio la veridicità.

Ancora una volta la lezione ha dimostrato come la filosofia non sia una disciplina lontana nel tempo, ma uno strumento vivo e necessario per imparare a non accontentarsi delle prime apparenze. Come emerso dalla discussione in classe, uscire dalla caverna richiede coraggio e spirito critico, qualità che i giovani partecipanti stanno allenando incontro dopo incontro. Questo percorso sta guidando gli studenti a comprendere che ogni domanda rappresenta un passo fondamentale verso la consapevolezza e la libertà di pensiero. In un mondo affollato di riflessi e schermi, gli “apprendisti filosofi” hanno iniziato a girarsi verso la luce, pronti a scoprire che la realtà è molto più vasta di quanto un’ombra possa mai raccontare.
0