Costruiamo una Scribble Machine: una macchina che ‘trema’ e lascia tracce colorate

Stampa / Condividi

Ordine e classe: Scuola Primaria Classe Seconda

Disciplina/e o ambito: Tecnologia / Educazione Civica

Obiettivi didattici:

  • Favorire la capacità di formulare ipotesi e di problem solving.
  • Sviluppare le prime competenze di progettazione e ingegnerizzazione.
  • Esercitare e valorizzare la creatività personale.
  • Comprendere il funzionamento pratico di un circuito elettrico semplice (causa-effetto).
  • Scoprire come il movimento vibratorio possa trasformarsi anche in espressione artistica.
  • Capire il concetto che una macchina può produrre e trasformare il movimento.
  • Costruire in autonomia un semplice robot disegnatore.
  • Sperimentare la collaborazione, il lavoro di squadra e la condivisione delle risorse.

Descrizione sintetica della pratica:

Utilizzando materiali poveri, di riciclo e/o facilmente reperibili (come bottiglie e bicchieri di
plastica, motorini elettrici a corrente continua, pile stilo con relativo porta pile, nastro adesivo di
carta e pennarelli), gli alunni sono riusciti a cooperare per dare vita a una macchina in grado di
muoversi e disegnare da sola. Il laboratorio ha rappresentato un’efficace introduzione pratica ai
concetti base dell’elettricità, dei circuiti e della meccanica, trasformando l’errore in un’occasione di
apprendimento condiviso.

Articolazione delle fasi

  1. Introduzione e brainstorming
    L’insegnante ha mostrato un esempio di Scribble Machine alla LIM per stimolare l’interesse. I bambini hanno intuito che si trattava di una macchina autonoma capace di muoversi e tracciare linee, focalizzando l’attenzione sulle sue componenti, in particolare sul motorino.
  2. Ipotesi sull’energia e sul circuito
    Attraverso una conversazione guidata (“Cosa serve a una macchina per muoversi?”), gli alunni hanno poi ipotizzato il tipo di energia necessaria, individuando quella delle pile stilo; sono poi stati guidati a comprendere la necessità di creare un circuito chiuso per far passare la corrente permettendo così alla macchina di muoversi.
  3. Selezione e analisi dei materiali
    Dopo aver esplorato vari materiali di riciclo, la classe ha scelto una bottiglia di plastica trasparente come corpo del robot (avrebbe permesso di osservare i componenti elettrici interni ed eventualmente dipersonalizzarla). Sono poi stati preparati gli altri elementi: motorino elettrico, portapile, tappo di sughero, nastro di carta e pennarelli.
  4. Costruzione del robot (Fase pratica)
    In piccoli gruppi, i bambini ha realizzato l’artefatto seguendo questi passi:
    Corpo del robot: foro sulla parte superiore della bottiglia per il passaggio dei cavi.
    Componenti elettrici: inserimento delle pile nel portapile (rispettando la polarità) e suo fissaggio
    all’interno della bottiglia con nastro di carta.
    Circuito: collegamento dei fili di rame del portapile alle asole del motorino, ripiegandoli per
    garantire il contatto.
    Montaggio motore: fissaggio del motorino sul bordo superiore della bottiglia.
    Gambe e base: fissaggio dei pennarelli con nastro di carta lungo la base della bottiglia, assicurandosi
    che le punte sporgessero in modo uniforme per garantire stabilità.
    Meccanismo di vibrazione: inserimento di un tappo di sughero forato sul perno del motorino;
    ruotando fuori asse (decentrato), il sughero ha funto da peso e generato la vibrazione.
    Attivazione: chiusura del circuito, avvio della macchina e osservazione dei disegni /tracciati grafici
    realizzati.

Strumenti:

Semplici circuiti elettrici, componenti elettronici di base e materiali destrutturati per attività di tinkering e problem solving creativo.

Metodologie:

Tinkering, Cooperative learning, Didattica laboratoriale.

Immagini dell’esperienza